Il potere di essere se stessi: quando la diversità è un valore e non una colpa

Il tema dell'identità di genere, troppo spesso, viene affrontato con moralismo e in modo approssimativo, ma le sue molte declinazioni meriterebbero una riflessione più precisa e attenta.

In tutto il mondo omosessualità, transessualità e identità di genere sono argomenti che toccano le coscienze e rimettono in discussione gli stereotipi che accompagnano le credenze legate alla mascolinità e alla femminilità - già a partire dalla prima infanzia.

Intorno ai 9 anni, infatti, i bambini, sviluppano sentimenti importanti come l'empatia, il senso di giustizia, la capacità di distinguere tra giusto e sbagliato.

Molti di loro ammettono candidamente che può essere difficile, frustrante, e a volte disorientante adeguarsi ai ruoli assegnati dalla comunità, e i più temerari si sforzano di superare le barriere di genere.

A. per esempio, è una bambina che ha vissuto i suoi primi 4 anni di vita come un maschietto ma era infelice. Oggi A. vive dal 2012 come una bambina transgender felice: “la cosa migliore dell'essere femmina” afferma, “è che adesso non devo più fingere di essere un maschio”.

Anche in Italia è cresciuto il numero di bambini delle scuole primarie che si pongono interrogativi sul proprio genere. Il gender è il risultato di una combinazione di fattori: i cromosomi X e Y, la psicologia e la cultura, ma talvolta gli individui nati con cromosomi e genitali di un sesso si rendono conto di essere transgender, ossia di avere un'identità di genere interiore affine all'altro sesso. In alcuni casi addirittura, le persone non si riconoscono in nessuna delle due categorie o rifiutano qualsiasi categorizzazione di genere

Non è una concezione così obsoleta, basti pensare che esistono lingue antiche che non contemplano il genere (niente “lui” o “lei”).

Potrebbe essere che liberarsi dal concetto di genere avvicini al fatto che ogni essere umano sia unico e straordinario?