L’IMPERFEZIONE CHE CI RENDE LIBERI - da Photoshop al bosone di Higgs -

Nessuno è perfetto, lo sappiamo, ma abbiamo sempre avuto il vizio di esserlo. Invece, a sorpresa, oggi andare avanti significa accettare il tempo imperfetto in cui viviamo. Proprio mentre Photoshop è alla portata di tutti per dimagrirsi, schiarirsi ecc.., emerge un modello sociale che trova l’imperfezione quasi fastidiosa. Va ammesso che certi obiettivi sono impossibili, e forse dobbiamo riconoscere che la ricerca della “perfezione” è un po’ la ricerca dell’infelicità:  gli obiettivi irraggiungibili hanno da sempre provocato grandi dolori e insopportabili angosce. È un po’ come chiedere ad un essere umano di volare sbattendo le braccia, invece esistono infinite perfezioni.

Tuttavia con autorevoli sostegni, l’imperfezione è diventata un valore. Già Rita Levi Montalcini aveva scritto un elogio all’imperfezione, dimostrando che i grandi mutamenti, hanno alla base uno scarto, un’incompiutezza. Oggi invece, a ricordarlo è il fisico Guido Tonelli, che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs, la cosidetta “particella di Dio”.

“Tutto è nato da un minuscolo difetto, la sottile imperfezione, l’anomalia capace di generare un intero universo e la sua evoluzione”. Come si può –afferma il fisico- parlare di perfezione quando l’universo è un gigantesco forno a microonde, e il cielo degli innamorati, e la pioggia di stelle di San Lorenzo non è realmente li?.

L'autenticità non è perfetta ma "rende liberi".