Ipnosi: tra mito e realtà

In virtù delle domande che mi vengono poste in merito all’ipnosi, mi rendo conto che persistono ancora idee fuorvianti sull’argomento.

Idee che sono pregne di false credenze alimentate da film, spettacoli, tv e romanzi che nulla hanno a che vendere con l’ argomento in oggetto.

La scienza non ha ancora definito in maniera univoca cosa sia l’ipnosi tuttavia è possibile darne una definizione a partire da cosa non è.

L’ipnosi non è un fenomeno paranormale, la persona ipnotizzata non risponde passivamente a ogni cosa le si dica di fare, tantè che è impossibile far fare a qualcuno un’ azione contraria dalla sua volontà e soprattutto è impossibile indurre uno stato di trance in poco tempo.

Fu lo straordinario ipnotista americano Milton Erickson a inventare l’ipnosi moderna, sulla base di un approccio originale alla risoluzione dei problemi umani; "una particolare comunicazione in virtù della quale si instaura una relazione col soggetto ipnotico che, per mezzo di tale relazione, predispone il soggetto ad essere responsivo ai suggerimenti dell’ipnotizzatore".

Erickson inoltre, adattava l’intervento sulla singola persona, in base al suo specifico problema, alle sue caratteristiche uniche e irripetibili e al suo personale modo di vedere la realtà. Un imperativo delle psicoterapie di matrice costruttivista.

L’ipnotista quindi non compie nessuna magia, ma offre l’opportunità di entrare maggiormente in contatto con le risorse dell’individuo fino a prima rimaste in ombra.

Per fare ciò è necessario avere alle spalle una lunga formazione e addestramento; quindi prestate attenzione alle reali competenze circa la professionalità dichiarata delle persone a cui vi rivolgete per risolvere i vostri problemi umani.