Creatività e genio

In tema di creatività e quindi innovazione, sono molti i miti da sfatare.
In primo luogo sarebbe conveniente ridimensionare la mitologia costruita intorno alla figura del "genio".
E' curioso che fino a prima del Romanticismo le persone di genio non ritenessero di essere tali o, se pensavano di essere uomini eccezionali, se lo tenevano per sè. Non presenziavano a ogni riuniuone pontificando su tutto come oggi accade a guru o sapienti titolati, e non attribuivano alcun valore alla fama. Oggi invece, la gran parte della gente pensa che il valore di una persona dipenda dalla sua stessa celebrità, e quindi dalla frequenza delle sue apparizioni televisive. Niente di più sbagliato.
L'innovazione è frutto di applicazione, di duro lavoro, di pazienza, di resistenza alle frustazioni, Questo cozza contro il sentire comune, fondato sull'assunto che si possa ottenere tutto in modo facile: anche la creatività allora, dovrebbe arrivare spontaneamente, replicando procedure.
Per essere definiti "geni" o innovatori non esistono scorciatoie, bensì è richiesta una tensione continua, una filosofia di vita fatta di tenacia e dedizione.

A proposito di tenacia e dedizione, oggi vorrei celebrare la nascita del compianto Michel Petrucciani, indiscusso "genio" del pianoforte nonostante le limitazioni fisiche dovute alla sua gravissima malattia. Non aveva dita lunghe e affusolate, e non arrivava nemmeno al pedale del pianoforte. Eppure la sua tecnica e il suo stile sono inarrivabili.